Facoltà Teologica del Triveneto: Progetto THESIS Fttr

Tipologia Tesi: Licenza in Teologia

  • Marginalità

    condizione e possibilità. La periferia come provocazione e orientamento della spiritualità cristiana.

    NO FOTORIPRODUCIBILITA’

    Tutt’oggi appare evidente, almeno in Occidente, che il patto sociale e di umanizzazione si trova in uno stato di emergenza. Così, ormai da decenni emergono alcune voci divergenti che denunciano quanto la strutturazione sociale si poggi su paradigmi e preconcetti patriarcali, colonialisti, sessisti e binari, razziali e xenofobi. Si tratta di apporti e contributi che partono spesso da chi è nel margine e dal bisogno di un cambiamento profondo di paradigmi, di sguardo e di cuore.
    Questa tesi vuole mettere in risalto come proprio dalla marginalità emergano prospettive coraggiose, risorse umane creative, pensieri altri, fonti e voci alternative di senso in grado di aprire spiragli di vita piena per tutti e di salvezza. Per questo, il tema della marginalità richiama l’interesse della teologia e della spiritualità cristiana fondata sul vangelo di Gesù, il marginale e il periferico.
    La tesi sostiene che esiste un punto di contatto, una relazione e forse una compenetrazione tra i margini dello spirito e quelli sociali ed esistenziali. Sembrerebbe che gli uni si riflettano negli altri e formino una dimensione unica della vita umana, ma anche divina: questo lo si vede anche grazie l’osservazione delle dinamiche profonde della vita psico spirituale e attraverso la testimonianza di alcune donne e uomini dello Spirito.
    [Dal margine], possono emergere spunti concreti, anche non convenzionali, per il continuo approfondimento del vangelo da parte della Chiesa, comunità di discepole e discepoli in costante conversione. L’indagine sulla marginalità è stata fatta esplorando anche una letteratura appartenente ad ambiti non direttamente legati alla teologia. Sono stati fatti riferimenti alla pedagogia di Paulo Freire e al contributo di bell hooks, che viene proprio dal margine intellettuale e sociale. Il linguaggio usato, perciò, in alcuni momenti potrebbe sembrare estraneo al contesto teologico, ma l’intenzione è stata proprio quella di riportare nella scrittura anche forme altre o marginali, per l’appunto, rispetto al linguaggio abituale, con il desiderio di creare un ponte con quello che sta oltre i confini comuni all’ambito accademico e di ricerca.
    Quello che si cercherà di dimostrare è che la marginalità di fatto risulta essere una provocazione e uno stimolo, un orientamento per la spiritualità cristiana e anche per un’ecclesiologia missionaria. Viene così indicata la spiritualità della frontiera come risorsa per una Chiesa visionaria, in stato permanente di conversione e capace di dare il proprio contributo per un cambiamento di paradigmi e dello status quo. Affinché, a partire dalla marginalità e dalla periferia, tutti abbiano vita e l’abbiano in abbondanza. Si tratta di una Chiesa che si ispira allo stile di Gesù e che, grazie anche al magistero di papa Francesco, intravvede nell’andare verso le periferie, un’azione di cura e di riconciliazione. Un movimento di riparazione che fa incontrare i soggetti coinvolti in uno spazio relazionale di frontiera, dove centro e periferia si interscambiano in una relazione di reciprocità. Uno scambio vicendevole che attiva le energie necessarie per dare forma a un cambiamento dei paradigmi strutturali e sociali, a partire dal margine e in vista di un orizzonte di vita piena inclusivo per tutti. Da qui nasce un altro spunto quello, cioè, di sottolineare il valore prezioso dello stare sul proprio margine per poter stare sul margine esistenziale e sociale altrui: questa, infatti, risulta un’azione che intesse e ripara trame di relazioni vitali, di solidarietà e giustizia, a partire da un’interiorità riconciliata e capace di riconoscere la presenza amorevole del Signore nelle proprie periferie. Si tratta di un risveglio delle coscienze affinché l’iniquità non dilaghi e l’amore non si spenga.



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