Facoltà Teologica del Triveneto: Progetto THESIS Fttr

Tipologia Tesi: Laurea Magistrale in Scienze Religiose

  • “Alzati, chiesa in Africa, famiglia di Dio”

    Immagine di Chiesa e pratica della fede in Guinea Bissau tra i due Sinodi per l’Africa 1994-2009

    Ci sono molti modi e prospettive per poter parlare di Chiesa, come anche per parlare di Africa. L’esperienza in missione per tre anni in un paese africano, la Guinea Bissau, sono stati sufficienti per “appassionarmi” ad una terra lontana, pur con le sue contraddizioni, e per capire e vivere un’esperienza ecclesiale nuova e diversa.
    L’Africa è sempre stata terra di conquiste, di sfruttamento, di oppressione e la Chiesa è stata “portata” da missionari “bianchi” al seguito delle truppe coloniali di occupazione.
    Oggi la situazione è cambiata e la Chiesa africana cerca una propria identità nella fedeltà al Vangelo e alla propria tradizione culturale.
    Questa è la novità di un continente che vuole uscire dalla condizione in cui è stato relegato per secoli, per intraprendere un cammino nel solco della sua storia e della storia della Chiesa universale, anche con modalità nuove.
    “Alzati, Chiesa in Africa, famiglia di Dio” è l’invito accorato di Papa Benedetto XVI ad una Chiesa giovane ma matura per essere sempre più protagonista del proprio cammino di fedeltà al Vangelo.
    C’è un termine oggi molto usato, spesso in modo non appropriato: inculturazione.
    Inculturare, vuol dire rendere la vita cristiana e il Vangelo «intimamente connessi con gli stili di vita e il linguaggio di una cultura». Teologicamente significa «l’incarnazione del Vangelo nelle culture autoctone ed insieme l’introduzione di esse nella vita della Chiesa» come si è espresso Giovanni Paolo II nell’enciclica Slavorum Apostoli del 1985.
    Questo è il cammino che ha iniziato la Chiesa africana.
    A partire dall’Esortazione Apostolica di Giovanni Paolo II Ecclesia in Africa del 1995, la Chiesa africana ha adottato un modello ecclesiale che coglie il suo senso e significato dalla vita quotidiana e da ciò che è sempre stato un fondamento: la famiglia.
    È possibile parlare di Chiesa con l’immagine di famiglia di Dio?
    Nella Bibbia troviamo delle immagini per esprimere la vicinanza di Dio al suo popolo e con la rivelazione definitiva di Gesù Cristo, queste ed altre immagini sono state utilizzate non solo per indicare il popolo di Israele, ma tutto il popolo di Dio in cammino. Queste stesse immagini, vengono riprese anche dal Concilio Vaticano II con tutta la loro forza evocativa e teologica.
    La famiglia africana tradizionale è portatrice di valori umani, sociali e religiosi, tanto che può essere assunta come modello di Chiesa. Al tempo stesso, è opportuno conoscere questi valori per coglierne la ricchezza e capire anche che non tutti possono riflettersi nella visione di Chiesa: se da un lato la famiglia africana arricchisce di significato la Chiesa, dall’altro la Chiesa stessa è portatrice di valori per la famiglia.

    La Chiesa africana da alcuni anni è impegnata ad approfondire tematiche cristologiche, etiche, liturgiche ed ecclesiologiche tra loro connesse.
    La visione di Chiesa come famiglia di Dio ha dato un forte impulso all’ecclesiologia africana, tanto da “condizionare” molti aspetti della vita pastorale delle comunità.
    Il sentire e il vivere l’appartenenza alla Chiesa come una famiglia da parte degli africani, era una modalità già presente nelle comunità cristiane che Papa Giovanni Paolo II ha voluto fare propria e assumere come guida nel documento del Sinodo per l’Africa.
    Questa ecclesiologia coinvolge tutta la vita delle comunità e infatti il II Sinodo africano, da poco celebrato, ne propone alcuni sviluppi a partire dal tema “La Chiesa in Africa a servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace” e come orizzonte di fondo vi è la visione di una Chiesa come famiglia.
    Per parlare e portare la pace in Africa, si parte da ciò che è la Chiesa e dal sentire l’appartenenza dei fedeli come membri di una famiglia.

    La mia esperienza di volontario in Guinea Bissau per tre anni dal 2000 al 2002 assieme a mia moglie, con un progetto di cooperazione del Centro Missionario di Verona, mi ha portato ad inserirmi nella vita pastorale delle due Diocesi di Bissau e Bafatà presenti nel Paese e a vivere e sperimentare questo essere famiglia nella Chiesa.
    Per comprendere il cammino di questa porzione di Chiesa, è interessante analizzare le indicazioni pastorali proposte dai Vescovi delle due Diocesi.
    I progetti pastorali hanno come obiettivo generale quello di camminare sempre più verso una Chiesa – famiglia di Dio e le modalità di attuazione sono le stesse linee tracciate dall’Esortazione Apostolica Ecclesia in Africa, ponendosi così nel solco del cammino della Chiesa africana.



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