Il tema religioso nella poesia di Margherita Guidacci
Il legame tra letteratura e domanda religiosa è complesso e multiforme. Il poeta è testimone del profondo dell’animo umano. La ricerca del divino che attraversa la poesia è un Quaerere Deum, un cercare Dio attraverso l’abisso. Il presente lavoro individua nell’ambito della poesia italiana del Novecento la figura di Margherita Guidacci (1921-1992), poetessa quasi del […]
Il legame tra letteratura e domanda religiosa è complesso e multiforme. Il poeta è testimone del profondo dell’animo umano. La ricerca del divino che attraversa la poesia è un Quaerere Deum, un cercare Dio attraverso l’abisso.
Il presente lavoro individua nell’ambito della poesia italiana del Novecento la figura di Margherita Guidacci (1921-1992), poetessa quasi del tutto assente nelle antologie poetiche. Leggere il corpus poetico di Margherita alla ricerca del tema religioso è come percorrere un itinerario spirituale. La poetessa tesse il canto nostalgico dell’esule desideroso di approdare a Dio, di trascendersi per ritrovarsi. Attraverso le sue poesie si comprende che l’essere umano, diviso tra la promessa di felicità a cui si sente chiamato e l’ineludibile delusione, raggiunge la pienezza della fede attraverso l’esperienza dell’amore umano che non tollera di essere diviso dalla morte. Amore e affetto, anche quello amicale, sono destinati alla risurrezione.
Al termine del percorso si comprende che tutta la poesia di Margherita è poesia religiosa, immersa nella dimensione dello Spirito, maturata in un itinerario personale radicato nella vita e nella religiosità cristiana autentica. È aspirazione a raggiungere l’anima degli uomini attraverso una comunicazione dalla parola semplice e trasparente, nel vivo desiderio di incontrare il lettore. Attraverso la parola, cercata «macinando il frumento del dolore» o celebrata nel periodo di «felicità respirabile» Margherita ci insegna ad accogliere la vita sia nel suo nadir sia nel suo zenit.
La poesia di Margherita è profezia, servizio, dono e ci ricorda che l’inquietudine non solo è sofferenza per la lontananza da Dio ma ansia di ritornare a lui; l’amore umano è la chiave, la strada per raggiungerlo.
