I giovani, la chiesa e la fede: Un dialogo desiderabile
Il presente lavoro è strutturato su tre capitoli ed utilizza il metodo compilativo; esso propone una riflessione sul rapporto che i giovani hanno oggigiorno rispetto alla fede, alla Chiesa e alla ricerca di senso nella loro vita. L’obiettivo è quello di mettere in luce degli spunti di riflessione utili sul tema, in modo da promuovere […]
Il presente lavoro è strutturato su tre capitoli ed utilizza il metodo compilativo; esso propone una riflessione sul rapporto che i giovani hanno oggigiorno rispetto alla fede, alla Chiesa e alla ricerca di senso nella loro vita. L’obiettivo è quello di mettere in luce degli spunti di riflessione utili sul tema, in modo da promuovere un dialogo fecondo e proficuo con i ragazzi.
Partendo dalle considerazioni e provocazioni poste da alcuni autori come Galimberti, Castegnaro e Garelli, nonché da diversi altri contributi,nel primo capitolo viene data una lettura sulla situazione della società odierna, con un particolare sguardo al mondo giovanile. L’analisi ne delinea un quadro dai contorni non sempre facilmente decifrabili, ma con dei chiaroscuri molto significativi ai fini di una riflessione ricca, anche se certamente non esaustiva. Infatti se, da un lato, come sostiene Galimberti tanti giovani appaiono smarriti, caduti in una sorta di nichilismo rispetto ad un futuro non più così promettente, mostrando anche una crescente defezione al credo religioso (almeno nelle sue forme tradizionali), dall’altro emerge il loro profondo bisogno di identità, di senso, di rispetto per l’altro; sembrerebbe infatti più corretto parlare dei giovani non tanto come generazione “senza valori” ma come dei “viandanti”, dei cercatori di una “verità “, di una “fede” che non essi non possono più accettare come qualcosa di imposto, ma piuttosto una scelta personale, fondata su esperienze di vita significative e testimonianze credibili.
Sulla scia delle riflessioni nate in seno al Sinodo dei giovani e grazie ai numerosi contributi che lo hanno rielaborato nel tempo, il secondo capitolo pone l’accento sulla necessità di un vero e proprio cambiamento di paradigma da attuare nel dialogo tra la Chiesa e i ragazzi, affinché i “chiaroscuri“ e le tante sollecitazioni da loro messe in questione possano trovare un terreno favorevole e fecondo.
Il tema della testimonianza, che trova spazio già e al termine del secondo capitolo, sembra trovare un completamento nel terzo capitolo. Carlo Acutis e Chiara Luce Badano rappresentano due esempi di fede autentica, testimonianza gioiosa pur nelle contrarietà che la vita ha posto sul loro cammino, un’adesione totale e fiduciosa a Gesù.
Infine, a partire dalle loro testimonianze di vita e di fede si è tentato di elaborare una sorta di “decalogo”, un vademecum, nel tentativo di stimolare interrogativi e proporre suggerimenti utili ai lettori, nella prospettiva di un dialogo possibile e auspicabile con i giovani.
