Facoltà Teologica del Triveneto: Progetto THESIS Fttr

Tipologia Tesi: Baccalaureato in Scienze Religiose

  • Voce di silenzio sottile

    La rivelazione di Dio tra Parola e silenzio

    Il presente studio approfondisce il rapporto tra Parola e silenzio nella rivelazione del Dio biblico. Mettendo in dialogo tre brani teofanici dell’Antico Testamento si cerca di rintracciare il significato del silenzio, nascosto dietro la Parola, quale luogo teologico. Se, infatti, la Parola è l’elemento di maggiore novità della rivelazione del Dio d’Israele, il silenzio che rapporto ha con essa? Si può pensare al silenzio come finestra sull’abisso ineffabile del mistero di Dio? Se il rapporto Parola-silenzio è luogo rivelativo, esistono ricadute antropologiche?
    La tesi è articolata in tre capitoli. Il capitolo primo è dedicato allo studio del primo racconto di creazione (Gen 1,1–2,4). Il silenzio assume diverse forme nell’atto creativo: come potenza trattenuta tesa a divenire atto nella Parola-evento, come spazio contemplativo pieno di meraviglia di fronte alla realtà creata e nella consacrazione del sabato, in cui Dio, astenendosi dal parlare, porta a compimento la creazione. L’uomo, creato a immagine di Dio, sarà chiamato a regnare e a diventare sempre più simile a Dio mediante la parola, che esprime lo stile mite e relazionale mostratogli da Dio.
    Nel capitolo secondo viene analizzato un altro testo teofanico: Es 19,1–20,21. La grandiosa teofania dice al contempo la trascendenza di Dio e la sua presenza. La Parola di Dio, fragorosa ed eccedente le capacità umane, è percepita dal popolo come letale; ha bisogno di essere tradotta in parole umane per poter dispiegare il suo potenziale vivificante. Di qui il ruolo mediatore di Mosè e la scelta di Dio di ritrarsi nel silenzio per lasciare che parole umane parlino al suo posto.
    Il capitolo terzo ha come protagonista il profeta Elia, destinatario di un inaspettato volto di Dio (1Re 19,1-18). Dio si rivela non nei tradizionali e potenti simboli teofanici esodici ma in una «voce di silenzio sottile», presenza che è assenza, onnipotenza che si pone un limite. Il profeta è invitato a rinunciare al suo eccessivo protagonismo e zelo per lasciare spazio all’azione di Dio nella storia.
    Parola e silenzio sono elementi della rivelazione di Dio. Se con la Parola, Dio si avvicina all’uomo, il silenzio ne custodisce la trascendenza; se la Parola esprime la sua potenza creatrice, il silenzio esprime limite di rispetto di fronte a ciò che altro da sé. Parola e silenzio sono anche luoghi in cui Dio mostra all’uomo la strada da percorrere per crescere nella relazione con lui e diventare a sua immagine: esercitare il dono della libertà in uno spazio di fiducia e abbandono che, soli, consentono all’uomo di inoltrarsi nell’ambito dell’ignoto in cui il silenzio di Dio lo invita.



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