Facoltà Teologica del Triveneto: Progetto THESIS Fttr

Tipologia Tesi: Laurea Magistrale in Scienze Religiose - Licenza in Scienze Religiose

  • Eremi e ospitali nella pedemontana vicentina

    Luoghi di silenzio e accoglienza dal monte Summano al massiccio del Grappa

    Il lavoro che segue intende descrivere e approfondire la presenza di eremi ed ospitali, che fiorirono lungo la pedemontana vicentina in epoca medievale, al fine di porre in evidenza come, anche in questi territori, sorse e maturò quel senso di accoglienza del diverso e di quella spiritualità che oggi sembra essere dimenticata e sostituita da un benessere materiale radicale e assoluto. Accoglienza negli ospitali e spiritualità eremitica si propongono come due vie distinte, ma a volte anche intrecciate tra loro, di un’unica realtà.
    Dalla croce dell’ eremo – Santuario di Santa Maria sul Monte Summano a Santorso, fino ad arrivare alla croce dell’eremo di San Giorgio a Solagna sulla parete ovest del massiccio del Grappa, un unico grande abbraccio con dentro l’umanità in cammino o in solitaria preghiera. «Le due braccia della croce riassumono nella forma visiva più chiara l’intima connessione tra spiritualità e accoglienza: l’asse verticale, che invita ad alzare lo sguardo al cielo, ad accogliere la tenerezza del Padre; l’asse orizzontale, che spinge a praticare l’arte della cura, a riconoscere i bisogni del fratello» .
    C’è una mescolanza tra eremo, luogo di ritiro, e la strada, luogo del pellegrinaggio. Stabilità e dinamicità erano due modelli tra loro compresenti, a volte complementari, a volte concorrenti, del monachesimo medievale. Il pellegrino attraversa strade, sentieri e contrade, entra nelle chiese, nelle celle di un monastero per soggiornare e per avere un momento di pace; entra nella natura che incontra; l’eremita, nello stesso istante, completa il movimento ed esce, va al di fuori, nel silenzio e nella solitudine si immerge nella preghiera «sentendosi avvolto dalla continua presenza di Dio nella gratuità e nella verità di sé stesso […] dedicandosi al combattimento spirituale e alla penitenza, affinché molti ricevano la forza di aprire il cuore al Vangelo» .
    La seguente trattazione sarà suddivisa in quattro capitoli. Nel primo capitolo verranno trattati, seppur in modo riassuntivo e generale, l’eremitismo e il pellegrinaggio nel loro aspetto storico, biblico-teologico e spirituale.
    Nel secondo capitolo, si metterà in evidenza, in modo ampio e documentato, la presenza nella pedemontana vicentina di quegli eremi, chiesette e ospitali che soprattutto nel Medioevo sono stati luoghi e punti di riferimento sia per la vita eremitica, sia per l’accoglienza di pellegrini. Questi ambienti continuano a far germogliare e maturare ancora oggi, nel territorio dell’alto vicentino, semi di vita spirituale e di cura verso il prossimo, attraverso l’attività di laici, sacerdoti, cooperative sociali e associazioni di volontariato.
    Questa esposizione non vuole di certo essere una disamina esaustiva, ma un insieme di spunti interessanti riguardanti queste strutture di accoglienza che da sempre ci interpellano, ci stimolano e ci mettono in ricerca dentro e fuori di noi.
    È corretto sottolineare che questi spazi concreti dell’anima, non saranno tanto trattati per il loro significato artistico e architettonico, ma saranno osservati dal punto di vista storico e soprattutto valorizzati per il peso che hanno avuto in materia di accoglienza e spiritualità. Oltre al contenuto storico quindi, già di per sè rilevante, si terrà in considerazione anche l’aspetto più propriamente trascendente e di come si è manifestato nel concreto di questi siti.
    Nel terzo capitolo ci sarà uno spazio dedicato a quelle figure o congregazioni eremitiche che hanno abitato o sono passate per queste zone e che, nel passato e nel presente, hanno dato testimonianza di uno stile di vita a imitazione di Gesù Cristo: sia dal punto di vista di quando Gesù si ritirava solo in preghiera, sia nella prospettiva del suo farsi prossimo a chiunque incontrasse lungo la via.
    Nell’ultimo capitolo infine concluderemo con una proposta pedagogica offerta ai giovani delle scuole superiori per tentare di accompagnarli verso altre possibilità, altre opportunità che non siano solo in riferimento al benessere materiale, al successo ottenuto subito e senza fatica, ma che siano indicatori di profondità e interiorità per trovare quel coraggio di mettersi in ricerca di un senso più profondo. Aiutarli a recuperare quella dimensione dell’essere umano nel suo intreccio di mente, corpo e spirito per riscoprire quell’ apertura al volto dell’Altro, sia esso uomo, natura o Dio, come unica fonte per conoscere più in fondo se stessi. L’io infatti non esiste in se stesso, ma solo in relazione ad altro.
    «La dimensione soggettiva dell’essere umano ci mostra infatti come egli sia diventato nel corso della storia, come un uomo in preda ai soli bisogni materiali e annientato dal mondo tecnologico. La nostra epoca tecnologica denuncia la crisi dell’essere umano orfano della sua dimensione trascendente, connotato da una libertà sempre più concentrata sull’io senza preoccuparsi e interessarsi dell’altro. Per cui diventa necessario operare una rinnovata visione dell’essere umano, rifiutando la nozione di soggetto esclusivamente materiale e senza riferimenti trascendenti e recuperando invece il concetto di relazione: l’appello dell’Altro è risveglio, chiamata che precede la mia libertà» .
    Proprio l’attuazione di questa prova di ascesi e sobrietà e l’applicazione costante della cura verso il prossimo, può trasformare i cuori e aiutarci a recuperare quella dimensione più autentica che da sempre abita l’uomo e la donna di ogni tempo.



Informazioni Generali

Facoltà Teologica del Triveneto

Dove siamo

Via del Seminario, 7

35122 Padova

Recapiti

+39 (049) 664116

+39 (049) 8785144