L’ESPERIENZA PRESBITERALE DI DON ANTONIO SCANAGATTA –
UNA LETTURA TEOLOGICO-SPIRITUALE
A partire dall’esperienza presbiterale del vicentino don Antonio Scanagatta, cappellano, parroco e infine missionario in Germania, ho cercato di comprendere come è avvenuto il suo passaggio da una pastorale e da una visione pre-concliliari ad una prassi, che si è radicata nei documenti del Vaticano II. E’ emersa in tutta evidenza l’importanza della sua adesione al carisma di Chiara Lubich e all’ Opera di Maria. La tesi è frutto di tanti documenti privati, che solo il sottoscritto possiede, grazie alla decisione del responsabile del suo “Focolare”, don Lorezo Campagnolo, che allora era parroco a san Pio X in Vicenza, e che mi ha consegnato quanto don Antonio aveva scritto nelle sue “Note di vita quotidiana” e nelle numerosissime lettere a parenti, amici confratelli. Ne è nato una sorta di “Archivio privato”, dal quale ho attinto e del quale , in Appendice, ho allegato qualche stralcio per evidenziare i momenti salienti di una vita sacerdotale vissuta in piena armonia con il suo Vescovo, la sua Comunità, i suoi confratrelli. Don Antonio ha chiuso gli occhi, dopo una lunga malattia, scrivendo: “Signore, sei tu l’unico mio bene”. che era la parola di vita assegnatagli da Chiara Lubich al momento della malattia. Esempio emblematico di una sacerdote, che si definiva “mariano”.
