L’inesauribile ricchezza degli sposi in Cristo
Sulle orme di Priscilla e Aquila per essere linfa vitale della comunità e ossigeno per la Chiesa
Questo elaborato si interroga, a partire dall’esempio di Priscilla e Aquila, coppia di sposi protagonisti assieme all’apostolo Paolo degli inizi delle comunità cristiane, su quale sia oggi il ruolo dei coniugi cristiani all’interno della Chiesa. Ci si è chiesti se si può superare il riduzionismo che vede la famiglia solo come oggetto di cura pastorale, indicando la via per una soggettività ecclesiale che trova il suo fondamento e la sua forza nella grazia del sacramento che unisce due sposi. È inoltre possibile, poi, dare valore ecclesiale a una coppia di sposi non solo a partire da ciò che fa nella Chiesa, ma da ciò che è?
Si è cercato di trovare una risposta partendo dall’espressione casa-famiglia che nel Nuovo Testamento si declina come luogo dove nasce e si sviluppa la Chiesa, come luogo di relazione, accoglienza, ma soprattutto come luogo di condivisione della propria fede. Successivamente attraverso l’apporto del magistero della Chiesa, che a partire dal Concilio Vaticano II e fino al magistero sulla famiglia più recente, in particolare quello di papa Giovanni Paolo II e papa Francesco, reintroduce l’espressione Chiesa domestica in analogia con la famiglia cristiana, si è provato ad analizzare l’importanza e la soggettività che la stessa trova all’interno dei documenti magisteriali. Infine si è scelto di esaminare l’esempio di alcune esperienze attuali innovative e creative che hanno cercato di coniugare il loro modo di essere famiglia con un’apertura missionaria al mondo restando vicino a casa per portare il Vangelo di cuore in cuore.
