Un modus pastorale radicato nel modus agendi Christi
La presente tesi intende interrogarsi sulla forma che l’annuncio cristiano è chiamato ad assumere nel contesto culturale europeo contemporaneo, segnato da un processo di secolarizzazione, che ha prodotto un cambiamento del rapporto dell’uomo con il senso, la verità e il trascendente. Partendo dall’analisi delle principali sfide e possibilità che tale contesto pone alla fede e […]
La presente tesi intende interrogarsi sulla forma che l’annuncio cristiano è chiamato ad assumere nel contesto culturale europeo contemporaneo, segnato da un processo di secolarizzazione, che ha prodotto un cambiamento del rapporto dell’uomo con il senso, la verità e il trascendente. Partendo dall’analisi delle principali sfide e possibilità che tale contesto pone alla fede e alla sua credibilità, il lavoro evidenzia come la religiosità non scompaia, ma assuma forme immanenti e soggettive, che sollecitano la Chiesa a ripensare il proprio modo di annunciare il Vangelo.
In un secondo momento, attraverso il confronto con il pensiero di Karl Rahner, la tesi approfondisce la struttura trascendentale dell’esperienza umana, mostrando come ogni uomo sia costitutivamente aperto al Mistero assoluto e come l’esperienza di Dio si offra nell’ordinarietà dell’esistenza. Tale prospettiva consente di riconoscere la fede non come un atto fondamentale che fonda e orienta l’esistenza stessa.
Infine, il lavoro propone di radicare l’agire pastorale nel modus agendi di Cristo, assumendo lo stile dell’incarnazione, della prossimità e dell’ospitalità come chiavi decisive per l’annuncio oggi. In questa prospettiva, la Chiesa è chiamata a rendersi luogo abitabile e attraversabile, capace di testimoniare concretamente la vicinanza di Dio alla vita degli uomini, affinché l’annuncio del Vangelo possa mostrarsi come risposta autentica al desiderio di pienezza che abita il cuore umano.
