Il ruolo pastorale dell\’oratorio
La sua identità e la sua prassi nelle diocesi lombarde a partire dal 2000
Quasi sempre, nelle nostre parrocchie del Nord Italia, in particolare in Lombardia, all’ombra del campanile o poco distante, sorge una struttura caratterizzata da alcune aule di incontro, un centro ricreativo, uno spazio gioco e una struttura sportiva: l’oratorio.
Frequentemente, nei progetti pastorali delle comunità cristiane lombarde si respira una forte istanza educativa e il desiderio di accompagnamento delle giovani generazioni che proprio nell’oratorio trova il suo luogo e la sua attuazione.
Questa ricerca ha provato a mettere al centro della sua indagine il ruolo pastorale che l’oratorio assume nella comunità cristiana esplicitando la sua identità e la sua prassi.
La realtà oratoriana ha segnato tradizionalmente le nostre comunità cristiane fin dalla seconda metà del 1600 fino ad oggi. E oggi continua ad essere una prassi pastorale che viene verificata e ripensata per adattarsi ai cambiamenti storici, alle necessità dei soggetti che la abitano e al sentire ecclesiale; quindi, è curioso ma anche significativo tracciarne ruolo e identità.
Negli ultimi quindici anni, dove l’istanza dell’educare ha accompagnato il cammino della chiesa italiana, diviene importante chiedersi che ruolo ha avuto e ha propriamente l’oratorio nell’educare alla vita buona del Vangelo.
Nel contesto ecclesiale è certamente il luogo della ministerialità laicale e della sinodalità.
Insieme alla descrizione propositiva dell’oratorio non possono mancare gli elementi critici.
“Oratorio” implica la definizione del suo ruolo nel contesto pastorale. Ci siamo chiesti: quale ruolo pastorale assume oggi l’oratorio nel contesto delle nostre chiese e delle comunità chiamate ad una nuova configurazione pastorale (unità pastorali e comunità pastorali)? E domani quali sfide l’oratorio dovrà affrontare pensando al futuro?
“Oratorio” c’entra con processi educativi e di evangelizzazione. Ci siamo chiesti: come l’oratorio può esercitare la sua missione educativa? Come può accompagnare le giovani generazioni e non solo, nel cammino di fede? Il suo essere casa che accoglie, cortile per incontrarsi, scuola che avvia alla vita, comunità che evangelizza, esprime la sua peculiare natura educativa e formativa che si dispiega in una definita e ispirata progettualità.
L’oratorio è una comunità educante dove i soggetti che lo abitano e lo animano assumono un concreto ruolo, nella logica del servizio nella gratuità e della competenza professionale riconosciuta e retribuita. Questi ruoli possono essere considerati autentici ministeri? Come la ministerialità laicale cresce e si configura dentro la realtà dell’oratorio, oggi sempre più espressione del laicato, considerato il venir meno delle figure dei giovani presbiteri incaricati della sua direzione e animazione e considerata la maggior consapevolezza che l’oratorio può essere il luogo dell’espressione della comunità cristiana nella sinodalità?
Proveremo ad indagare le figure educative laiche volontarie espressione della Comunità cristiana; la figura dell’educatore professionale competente retribuito e porremo un accento sulla rete, da tessere o ritessere, tra la comunità educante dell’oratorio e le istituzioni del territorio.
