“Perché affaticarsi sotto il sole?” (Qo 1,3). Il lavoro e la dimensione economica nella Scrittura. Alcune coordinate.
La tesi propone un dialogo tra economia e Sacra Scrittura, alla ricerca di una visione biblica del lavoro e della gestione dei beni. Nella cultura semitica, in modo originale rispetto alle civiltà mesopotamiche circostanti, il lavoro è concepito come una dimensione costitutiva dell’umano, legata alla dignità della persona e alla partecipazione all’opera creatrice di Dio. […]
La tesi propone un dialogo tra economia e Sacra Scrittura, alla ricerca di una visione biblica del lavoro e della gestione dei beni.
Nella cultura semitica, in modo originale rispetto alle civiltà mesopotamiche circostanti, il lavoro è concepito come una dimensione costitutiva dell’umano, legata alla dignità della persona e alla partecipazione all’opera creatrice di Dio.
Anche il rapporto con i beni assume un significato profondamente relazionale: possesso, credito, debito e scambio non riguardano soltanto risorse materiali, ma diventano luoghi di fraternità, custodia e alleanza.
Attraverso l’analisi di alcuni temi e istituti biblici – come l’Alleanza, il sabato, il giubileo e le parabole evangeliche – questo elaborato tenta di mettere in evidenza una sapienza concreta e relazionale, capace ancora oggi di offrire spunti per ripensare l’economia in una prospettiva più autenticamente umana.
