Fragilità, compassione e cura nel cammino di umanizzazione
Una riflessione a partire dal pensiero di Xavier Le Pichon e Secondo Bongiovanni
La finalità di questa tesi è mettere a confronto alcuni studi e prospettive sui temi della compassione e della cura della fragilità nell’uomo in ambito scientifico e teologico, con l’obiettivo di cogliere quali sono gli interrogativi, le questioni e le piste di riflessione che emergono dal mettere in relazione queste visioni, insieme ai loro punti di forza, di criticità e di reciproco arricchimento. Le motivazioni della ricerca considerano come l’aspetto della sofferenza e della fragilità umana, legate alla compassione e alla cura come risposta dell’uomo, siano temi di rilievo sia in ambito scientifico, sia nel campo teologico e possano costituire un terreno fecondo di confronto nella comprensione di dimensioni che sono costitutive dell’essere umano e che possono mettere maggiormente in luce questioni legate al concetto di umano, all’identità dell’uomo e al suo cammino di umanizzazione.
La ricerca, che è caratterizzata da un confronto interdisciplinare e da un approccio di tipo teologico, prende avvio dalla riflessione di Xavier Le Pichon, il quale ipotizza che l’esperienza della fragilità e della sofferenza e la risposta ad esse attraverso gli atteggiamenti di compassione e di cura abbiano avuto un ruolo fondamentale nell’evoluzione dell’uomo, in particolare nell’influire sulla sua emergenza rispetto alle altre specie animali. Il suo porre le proprie intuizioni in dialogo con una riflessione antropologica esistenziale e con il proprio sguardo di credente, alla luce della fede cristiana, apre possibili piste di discussione e confronto su questo tema nel dialogo tra scienze e teologia. Dal punto di vista teologico viene considerata in particolare la riflessione di Secondo Bongiovanni, il quale offre una visione della compassione come principio dell’agire creativo di Dio e come inizio della storia e dell’umanizzazione dell’uomo.
