«Vivere d’amore per morire d’amore»
Itinerari di elaborazione ed incarnazione della dottrina della morte dell’anima attraverso le esperienze mistico-spirituali di Meister Eckhart, Elisabetta della Trinità e Kinga della Trasfigurazione
La teoria della morte dell’anima, così come viene proposta ed elaborata dalla
mistica renana, può rivelarsi utile chiave interpretativa per una rilettura spirituale di
quell’esperienza drammaticamente universale che, con San Francesco, si definisce
“morte corporale”.
Concretamente si intende, quindi, ragionare sui grandi temi del pensiero eckhartiano – e della
mistica speculativa in generale – per mostrare come questi si trovino incarnati ed attualizzati
nelle esperienze di dolore, infermità e terminalità vissute da Elisabetta della Trinità e di Kinga della
Trasfigurazione, il tutto attraverso un “itinerario dialogante” fra le fonti del mistico di Hoccheim e
le due mistiche carmelitane.
Più in generale, si desidera mostrare come la spiritualità (e in special modo la mistica) cristiana non
solo possegga una parola vera e credibile su temi che rischiano di diventare grandi rimossi collettivi
ed ecclesiali, quali la sofferenza, la malattia e la morte, ma sia anche in grado di tradurre questa parola, attraverso le storie di uomini e donne di fede, in atteggiamenti concreti e dal respiro
universale, come la risignificazione della propria esistenza, l’apertura degli orizzonti di vita e il
dono di sé all’Altro e agli altri.
