Maschile e femminile in teologia e nel Magistero. Con e oltre H. U. von Balthasar
L’elaborato, prendendo spunto dall’attuale dibattito teologico sul tema genere, vuole affrontare la questione intrecciando l’area della teologia fondamentale con elementi di stampo antropologico-ecclesiologico. A partire da una ricognizione storica sull’influenza del femminismo nella teologia del XX secolo (teologia della donna e teologia femminista), il lavoro prosegue con un approfondimento del contributo di Balthasar sulla questione […]
L’elaborato, prendendo spunto dall’attuale dibattito teologico sul tema genere, vuole affrontare la questione intrecciando l’area della teologia fondamentale con elementi di stampo antropologico-ecclesiologico. A partire da una ricognizione storica sull’influenza del femminismo nella teologia del XX secolo (teologia della donna e teologia femminista), il lavoro prosegue con un approfondimento del contributo di Balthasar sulla questione del maschile e del femminile sia dal punto di vista dell’antropologia e della differenza sessuale, sia facendo riferimento al suo pensiero ecclesiologico. Viene, poi, approfondito anche il versante del Magistero, attraverso un’analisi volta a scorgere come la concezione della donna e del suo ruolo nella società e nella Chiesa sia cambiata nel corso del Novecento. Infine, prendendo in considerazione, secondo l’attestazione evangelica, le relazioni che il Signore Gesù ha intrattenuto con le donne che ha incontrato e il riferimento paolino di Gal 3,26-28, il lavoro cerca di mettere in luce come l’identità personale di ogni persona non sia definita soltanto dalla propria caratterizzazione sessuale e dal valore che nelle diverse epoche e culture è stato attributo a questo dato biologico. Infatti, ciò che risulta decisivo, in modo per particolare per i battezzati, è il riconoscersi accomunati dalla condivisa condizione di essere figli e figlie amati da Dio Padre. In questo senso risulta istruttivo l’atteggiamento di Gesù che non ha fatto preferenze tra uomini o donne ma, al contrario, ha integrato in modo pacifico e pacificato la differenza e la dualità sessuale insita nell’umano. Sarà seguendo l’esempio del Maestro che la Chiesa può riscoprire la reciprocità e la comune dignità battesimale come dimensioni fondamentali e fondanti tutte le relazioni evangeliche, lasciando da parte paure, opposizioni e rivendicazioni perché le differenze personali, in ultima istanza, devono servire ad amare gli altri e Dio stesso.
