Dal kippûr al «sacrificio» di Cristo
L’elaborato si propone di trattare la questione del «sacrificio espiatorio» nell’AT, per poi comprendere in che modo tale categoria è stata applicata alla vicenda di Gesù di Nazareth e in quale rapporto si colloca il suo «sacrificio» rispetto ad essa. La ricerca sarà suddivisa in tre parti. Dopo una rapida presentazione dei «sacrifici espiatori» di […]
L’elaborato si propone di trattare la questione del «sacrificio espiatorio»
nell’AT, per poi comprendere in che modo tale categoria è stata applicata alla vicenda di Gesù di Nazareth e in quale rapporto si colloca il suo «sacrificio» rispetto ad essa.
La ricerca sarà suddivisa in tre parti.
Dopo una rapida presentazione dei «sacrifici espiatori» di Israele, nel primo capitolo verrà studiato Lv 16, relativo ai riti di espiazione stabiliti nel giorno dello Yôm kippûr. Delineata la struttura del testo, prenderemo in esame le singole parti mediante
un’esegesi puntuale ed accurata.
Obiettivo del secondo capitolo sarà la riflessione sulle vittime dell’espiazione, in particolare sul capro «espiatorio», e sul sangue, con il quale il sacerdote compiva le aspersioni sui luoghi santi per cancellare i peccati. Un approfondimento verterà anche sull’«espiazione vicaria» e sul rito del capro «emissario». Da ultimo, verranno analizzati tre passi del NT che applicano a Cristo alcune immagini del sacrificio del kippûr, nello specifico il «coperchio dell’arca» (ἱλαστήριον: Rm 3,25) e «il sacrificio di espiazione»
(ἱλασμός 1Gv 2,2; 4,10), per comprendere in quale senso gli autori le abbiano accostate alla morte redentrice di Gesù.
Nel terzo capitolo, dopo una breve presentazione del sacerdozio nell’AT, verrà
tracciata un’esposizione essenziale del tema centrale della Lettera agli Ebrei, ovvero
la «mediazione sacerdotale» di Cristo. Verranno esaminati in modo sintetico i primi
capitoli, per poi focalizzare l’attenzione su Eb 9,11-28, testo che
descrive la svolta epocale inaugurata da Cristo rispetto ai sacrifici del culto antico, mediante il suo sacrificio «personale», «unico e definitivo»
ed «efficace».
