I CRIMINI SESSUALI A DANNO DI PERSONE MINORENNI
Un’analisi trasversale per proposte pastorali al fine di curare, prevenire e sradicare il contesto che tace e nasconde
La realtà degli abusi non è per nulla astratta e meramente speculativa, tutt’altro. Sono storie di vita di donne e di uomini, storie di sfigurazioni inflitte ai più deboli e, come ha sottolineato papa Francesco, dobbiamo ricordare che l’abuso è «un crimine che genera profonde ferite di dolore e di impotenza, anzitutto nelle vittime, ma anche nei loro familiari e nell’intera comunità, siano credenti o non credenti» .
Conscia dell’ampiezza della tematica ho operato una scelta: approfondire la tematica degli abusi sessuali su minori perpetrati off-line pur nella consapevolezza che il fenomeno di adescamento online, di detenzione di materiale pedopornografico e molto altro è in triste aumento. Sono convinta che sia importante puntare i riflettori oltre Internet e i social perché il rischio è dimenticare, e non considerare adeguatamente, che la pedofilia e l’abuso sessuale in genere sono sempre esistiti e avvengono, nella stragrande maggioranza dei casi, tra le mura domestiche a cellulari e PC spenti.
L’elaborato si articola in quattro capitoli.
Nel primo, dopo aver definito nella fattualità gli abusi sessuali, analizzo le diverse statistiche per comprendere la portata del fenomeno. Dai dati emergono le prevalenze di genere e di età delle vittime e degli abusatori. Le analisi si riferiscono sia al contesto sociale, prevalentemente occidentale, che quello ecclesiale. La distinzione è necessaria per comprendere più in profondità gli scandali nella Chiesa e nella società.
Nel secondo capitolo tento, con umiltà e rispetto, di addentrarmi nel dramma personale delle vittime. Nel primo paragrafo offro l’ascolto delle loro storie. Solo così è possibile intravvedere le ferite inferte. Nei paragrafi successivi approfondisco gli aspetti psicologici del trauma, nel breve e nel lungo periodo. Una focalizzazione a parte la riservo al silenzio, perché tutto il dramma degli abusi ruota attorno ad un assordante silenzio, nelle sue più svariate sfaccettature.
Mantenendo al centro le persone vittime, è necessario guardare oltre loro per procedere nella comprensione del fenomeno, senza però fermarsi unicamente all’abusatore.
Nel terzo capitolo, dopo aver risposto alla domanda su «chi sono gli autori di reato sessuale a danno di persone minorenni», approfondisco alcuni aspetti centrali dell’abuso sessuale: la volontà dell’autore, la dinamica abusante e il contesto che permette attivamente l’abuso.
Alla luce di quanto emerso dai tre capitoli precedenti nell’ultimo propongo alcune prassi pastorali da attuare dentro la Chiesa. Le prassi hanno l’obiettivo di curare, formare e prevenire. L’ultimo paragrafo verte sullo studio del sistema-chiesa. È poco utile soffermarsi ad analizzare il singolo soggetto abusante, perché ove c’è un abusatore c’è un contesto che lo accompagna. È necessario un cambio di paradigma. È possibile sperare di arginare i crimini sessuali solo se si identificano le cause sistemiche che alimentano il contesto abusante.
Propongo una riflessione sul sistema Chiesa con un duplice obiettivo. Primariamente perché la Chiesa possa diventare ambiente sicuro e credibile. In secondo luogo perché la riflessione da parte della Chiesa su sé stessa apre alla possibilità di diventare archetipo per tutti gli altri sistemi sociali.
In allegato suggerisco uno schema di Benedizione del corpo profanato da celebrare nelle comunità insieme alle persone vittime. La benedizione diventa simbolo reale di vicinanza di tutta la comunità e richiesta di guarigione.
