Il Commento al libro della Genesi del beato Paolo Giustiniani. Analisi di una proposta esegetica e teologica
Il commento del beato Paolo Giustiniani al libro della Genesi, finora inedito, si struttura in seguenti parti: Proemium, Bibliografia ragionata per lo studio del Genesi, Genesis historia in cumpendium redacta usque ad capitulum XLII, Genesis litterales quaestiones usque ad capitulum XXX, Tabula locorum Sacrae Scripturae ex quibus expositio Genesis colligitur, Praefatio, Genesis spiritualis expositio ex […]
Il commento del beato Paolo Giustiniani al libro della Genesi, finora inedito, si struttura in seguenti parti: Proemium, Bibliografia ragionata per lo studio del Genesi, Genesis historia in cumpendium redacta usque ad capitulum XLII, Genesis litterales quaestiones usque ad capitulum XXX, Tabula locorum Sacrae Scripturae ex quibus expositio Genesis colligitur, Praefatio, Genesis spiritualis expositio ex verbis Sacrae Scripturae contexta usque ad capitulum XXV e in fine note di pensiero e di lettura. L’opera fu scritta nel 1509 a Venezia e ripresa brevemente nel 1513 a Camaldoli.
Il Giustiniani si è limitato nella sua opera al testo della Vulgata con alcuni riferimenti alla traduzione dei LXX. Nel commento in maniera ricca si attinge dai padri della Chiesa: Origene, Ambrogio, Agostino, Girolamo e in modo minore dagli scrittori medievali. Il beato Paolo si riferisce nel suo lavoro anche a molti scritti che non commentano direttamente il libro della Genesi e fa qualche cenno alla tradizione rabbinica e alla filosofia.
Per spiegare il metodo esegetico del Giustiani analizzerò i brani relativi al triplex exitus di Abramo. Nei primi passi il beato Paolo cercò di risolvere i dubbi che riguardano la lettera del testo, per esempio l’incongruenza cronologica tra Gen 11,31-32 e 12,4. Per farlo ricorse alla Bibbia (At 7,2-4; Gs 24,2-3) e ai padri (Agostino, Girolamo). Sempre riferendosi alla Scrittura (Gen 15,7; Ne 9,7; Gdt 5,6-9; Eb 11,9; Dn 3, 1-7) interpretò gli spostamenti di Abramo in chiave spirituale. In fine in conformità al suo orizzonte teologico e filosofico presentò un’interpretazione delle tre uscite di Abramo come itinerario d’anima.
La proposta esegetico-teologica del Giustiniani può essere stimolante per quelli che cercano di leggere la Bibbia non soltanto dal punto di vista storico-critico, ma come fonte della teologia e nutrimento della vita interiore. In particolare il suo metodo è un esempio della lectio divina, così insistentemente raccomandata nel nostro tempo.
