Il Quarto fratello
Studio esegetico-antropologico della figura di Giuda, figlio di Giacobbe, in Gen 37-49
Lo studio intende accrescere la comprensione della storia biblica di «Giuda», figlio del patriarca Giacobbe.
Collocata tra i capitoli 37 e 50 di Genesi, essa è talmente intrecciata con il racconto principale del fratello Giuseppe da rendere quasi difficile accorgersi della sua crucialità ai fini narrativi. Eppure, in precisi momenti, Giuda esce dalla massa indistinta dei suoi fratelli per realizzare scelte che esprimono la sua condizione esistenziale e che vanno ad alterare l’andamento degli eventi: all’inizio, per invidia ferisce gravemente il rapporto con Giuseppe, in battuta finale, è proprio lui ad offrirsi come intermediario per porre soluzione al conflitto irrisolto.
La scelta di concentrare la ricerca su questo personaggio è pertanto motivata dal fatto che, malgrado Giuda si presenti come un personaggio discutibile, secondario e apparentemente marginale, nella sua vicenda è possibile riscontrare il modello di una storia salvata grazie a un percorso integrale di redenzione personale, che si rivela essenziale per il processo di riconciliazione suo e di tutta la famiglia di Giacobbe, nonché dell’intera umanità. Giuda, infatti, alla fine è reso depositario di una benedizione messianica.
L’elaborato si articola in tre capitoli che seguono le tappe del processo di maturazione del personaggio.
Il primo capitolo intende ricostruire le origini di Giuda mediante l’analisi delle informazioni disseminate sul suo conto in Gen 29 e 37, ovvero, rispettivamente, l’imposizione del nome da parte della madre Lia e l’azione persuasiva rivolta ai fratelli finalizzata all’eliminazione del figlio prediletto di Giacobbe. Di fronte alla mancanza di ulteriori asserzioni utili a definire una sua descrizione immediata e precisa, il capitolo esplora anche l’incomunicabile elusività che caratterizza l’entrata in scena di Giuda, poiché questa esprime un tratto nodale che segna la sua identità: il suo totale coinvolgimento nella rivalità che distingue la sua realtà familiare.
Il secondo capitolo, coerente con il corso narrativo, propone un approfondimento di Gen 38 alla luce della svolta che questo episodio introduce nel racconto. Nonostante interrompa la narrazione principale in apparenza senza soluzione di continuità, il brano risulta decisivo per una maggiore comprensione non solo della personalità di Giuda, ma anche della sua evoluzione e, con essa, dell’intera vicenda. Dunque, il capitolo si focalizza sull’incontro di Giuda con Tamar, la donna che ispira questo cambiamento perché costringe il figlio di Giacobbe ad affrontare la verità su di sé, ponendolo nella condizione di riconoscersi per ciò che ha fatto e per quello che è.
Il terzo capitolo prende in considerazione i risvolti concreti del percorso di crescita del personaggio. In Gen 42–44 la trasformazione di Giuda si dispiega nel suo rinnovato comportamento verso i fratelli: egli si assume il dovere di salvaguardare l’incolumità di Beniamino, dimostrando di aver imparato ad accettare la predilezione del padre per il figlio minore. Solo grazie a questo atto di maturità, si apre per lui la possibilità di ristabilire il dialogo interrotto dall’odio verso Giuseppe. Non solo il rapporto con i fratelli viene sanato, il capitolo si sofferma anche sulla riconciliazione che coinvolge la relazione paterna, evinta da alcuni versetti di Gen 46 e 49.
