Facoltà Teologica del Triveneto: Progetto THESIS Fttr

Tipologia Tesi: Laurea Magistrale in Scienze Religiose

  • Il tema della pace in Gaudium et spes

    Paragrafi 77 – 82

    TESI NON FOTORIPRODUCIBILE

    Se vi è un avvenimento che ha segnato il corso della storia degli uomini, se non per tutti sicuramente per oltre un miliardo di persone, questo avvenimento è il Concilio Vaticano II. Esso è ritenuto unanimemente, o quasi, l’avvenimento più importante della Chiesa cattolica nell’età contemporanea.
    La Chiesa cattolica, grazie all’intuizione e al coraggio di un grande pontefice, Giovanni XXIII, oggi agli onori degli altari, è stata chiamata a riflettere sulla propria coscienza di essere Chiesa, sulla sua riforma e il suo conseguente rinnovamento, sul colloquio e dialogo con il mondo contemporaneo. Quanto ideato e iniziato da papa Giovanni XXIII, non si sarebbe potuto realizzare se la sua opera non fosse stata proseguita, con convinzione e impegno da un altro grande pontefice: Paolo VI, anch’egli oggi agli onori degli altari, il quale prendeva su di sé tutta l’eredità del suo predecessore e portava a termine quell’evento straordinario che è stato il Concilio Vaticano II.
    Il Concilio Vaticano II, durato dall’11 ottobre 1962 all’8 dicembre 1965, ha prodotto numerosi documenti importanti: quattro costituzioni, (testi questi con il maggior peso dottrinale); nove decreti, rivolti principalmente alla riforma e al rinnovamento della disciplina nei vari corpi sociali o in alcuni aspetti della realtà della Chiesa; tre dichiarazioni con le quali la Chiesa parla agli uomini al di là di ogni distinzione tra cristiani e non cristiani, tra credenti e non credenti, trattando problemi comuni. Tra le costituzioni, ultimo documento ad essere prodotto dal Concilio è stato la “Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo Gaudium et Spes” , la quale tra i numerosi argomenti e problemi esposti, affronta pure il tema della guerra e della pace.
    Se dovessimo analizzare il tema della guerra e della pace sotto tutti gli aspetti, sicuramente una tesi di laurea magistrale non basterebbe. Con questo lavoro mi limiterò ad analizzare i temi della guerra e della pace in Gaudium et Spes, prendendo in considerazione solamente l’aspetto teologico delle questioni.
    Centro della ricerca sarà dunque il tema della pace, in particolare come viene affrontato nel documento conciliare “Gaudium et spes”. Il tema della guerra e della pace è trattato nei suoi vari aspetti all’interno della seconda parte della Costituzione Gaudium et spes, denominata “Alcuni problemi più urgenti”.
    All’interno di questa parte trova spazio il capitolo quinto intitolato “La promozione della pace e della comunità dei popoli”. Va da sé che non possiamo non analizzare anche il tema della guerra, i due temi, infatti, sono strettamente legati tra loro, anzi costituiscono un unico tema e vedremo pure qual era la posizione della Chiesa Cattolica su questo tema prima del Concilio.
    L’obiettivo che ci poniamo con questa ricerca, è quello di cercare di rispondere al seguente quesito: quanto afferma la Chiesa cattolica, con la “Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo Gaudium et spes”, per quanto riguarda la guerra e la pace, risulta ancora attuale oppure le affermazioni contenute nel capitolo quinto del documento conciliare sono superate?
    Per giungere a quest’obiettivo, abbiamo creduto opportuno di suddividere la nostra ricerca in tre parti. Nella prima parte analizzeremo le linee teologiche sul tema della guerra e della pace nella tradizione cristiana che precede il Concilio Vaticano II, cioè esamineremo i concetti teologici di pace, di guerra e di guerra giusta; prenderemo in considerazione il magistero di quei pontefici racchiusi nell’arco temporale che va dagli inizi del novecento con papa Benedetto XV, fino ai primi anni ’60 del novecento con papa Giovanni XXIII; più precisamente analizzeremo soprattutto i documenti, i radiomessaggi, le allocuzioni che riguardano Benedetto XV: il papa della Grande guerra; Pio XI: il cui pontificato si svolse tra le due guerre mondiali; Pio XII: pontefice durante la seconda guerra mondiale e del dopoguerra; Giovanni XXIII e il documento della svolta, l’enciclica “Pacem in terris” . Vedremo inoltre sommariamente, quali idee circolavano in Italia circa la guerra e la pace prima del Concilio Vaticano II, attraverso il pensiero di uno scrittore cristiano particolare chiamato il parroco d’Italia, don Primo Mazzolari.
    La seconda parte della nostra ricerca, costituisce il cuore di questo lavoro. Nel secondo capitolo di questo lavoro analizzeremo i paragrafi che vanno dal 77 all’82 del capitolo quinto della Costituzione pastorale Gaudium et spes, cercando di comprenderne la loro ermeneutica. Il testo della Costituzione che troviamo in questi paragrafi, rappresenta un pilastro per quanto riguarda il tema della guerra e della pace al quale chi deve trattare questi temi deve fare riferimento. Il lavoro di questo secondo capitolo, prenderà avvio partendo da alcune considerazioni sulla nascita travagliata del documento conciliare, proseguirà approfondendo la discussione sulla questione della guerra e della pace al Concilio Vaticano II e terminerà, come dicevamo poc’anzi con l’ermeneutica dei paragrafi dal 77 all’82 di Gaudium et spes.
    La terza ed ultima parte di questo lavoro sarà dedicata alla recezione, per quanto riguarda la guerra e la pace, della Costituzione conciliare; vedremo come il documento conciliare è stato recepito negli anni immediatamente successivi al Concilio Vaticano II e in particolare nel magistero di papa Paolo VI. In seguito, daremo un rapido sguardo ai messaggi per la Giornata mondiale della pace dei pontefici Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco, cercando di cogliere quanto del tema della guerra e della pace di Gaudium et spes, i pontefici appena citati, hanno fatto proprio nel loro magistero e quale teologia della pace essi propongono.
    Concludendo questa breve presentazione, circa il lavoro di ricerca sul tema della guerra e della pace in Gaudium et spes che ci apprestiamo ad esporre, dobbiamo affermare che alcuni temi rappresentano una sintesi e sono stati presentati nella loro essenzialità, questo limite tuttavia potrà essere facilmente superato grazie alla bibliografia dalla quale abbiamo potuto attingere. Un altro limite del nostro lavoro è costituito dalla scelta di contenere la nostra ricerca, considerando solamente i documenti più significativi del magistero dei pontefici del novecento fino a papa Paolo VI e soltanto i messaggi per la Giornata mondiale della pace per i pontefici che si sono succeduti dopo papa Paolo VI fino a papa Francesco, tutto questo per non appesantire il lavoro. Tuttavia, il pensiero dei tre pontefici e della Chiesa dopo papa Paolo VI circa il tema della pace e della guerra, anche se ristretto ai soli messaggi per la Giornata mondiale della pace, emerge in modo chiaro.
    Crediamo anche però, che questa ricerca, oltre i limiti appena evidenziati, possa sottolineare ancora una volta il fatto che la guerra non è mai portatrice di giustizia, non è mai stata strumento di giustizia in passato, tanto meno oggi, vista l’altissima potenzialità distruttiva che ha raggiunto la guerra moderna. Essa è uno strumento indegno dell’uomo per risolvere i problemi della convivenza, causa solamente distruzione, sofferenza e morte nei Paesi coinvolti, i quali dopo il conflitto si ritrovano più poveri.
    La guerra viene dal cuore dell’uomo (i pontefici hanno evidenziato questo fatto), da un cuore ferito in origine dal peccato e che continuamente ha bisogno di riscoprire la bellezza del valore della pace, quella pace vera che trova fondamento e solidità nel valore della giustizia e nel riconoscimento dei diritti umani.
    In questa prospettiva, questo lavoro, vuole offrire un piccolo strumento per motivare il cristiano ad impegnarsi per la pace, non un impegno fra i tanti, ma crocevia e vertice delle questioni sociali, culturali ed economiche.
    Questo nostro mondo ha bisogno di uomini pacifici e pacificatori, che sanno inserirsi all’interno delle situazioni storiche particolari di conflitto per portare parole, atteggiamenti e soluzioni di pace sul modello di Cristo Principe della Pace.





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