Facoltà Teologica del Triveneto: Progetto THESIS Fttr

Tipologia Tesi: Laurea in Scienze Religiose

  • La figura dello scriba nella Sacra Scrittura

    lo scriba “ideale” secondo Sir 38,34cd-39,11

    La figura dello scriba nella Sacra Scrittura. Lo scriba «ideale» secondo Sir 38,34cd–39,11

    Lo scriba, generalmente considerato una persona che studia molto e di grande spessore culturale, è una figura controversa e non raramente discussa nel Nuovo Testamento. Scopo della Disertazione è di innescare un processo riflessivo sullo scriba «ideale» attraverso uno sguardo alle culture extra-bibliche e l’analisi di alcuni testi biblici significativi: Mt 23,13-36; Mt 8,18-22; Mt 13,51-52 e Mc 12,28-34.
    Il Primo capitolo prende in esame la figura dello «scriba» secondo i documenti extra-biblici e biblici. Sono anzitutto considerati gli scribi più famosi e rappresentativi del Medio Oriente antico (sumeri ed egizi) e dell’antichità classica (gli scribi greci e romani), e successivamente gli scribi ebrei, descritti nei libri dell’Antico e Nuovo Testamento come dottori della Legge oppure come maestri, studiosi e interpreti della Legge, dei Profeti e della tradizione orale.
    Il Secondo capitolo cerca di approfondire la figura dello scriba «ideale» descritto in Sir 38,34cd¬¬¬–39,11. La dedizione per l’indagine e la riflessione dello scriba sono inscindibili dalla preghiera e dalla comunione con Dio. La testimonianza dello scriba, resa in questa pericope, afferma che la sapienza non è esclusivamente frutto della ricerca e dello studio personale, ma è prima di tutto un dono di Dio. Solo unendo la grazia del dono e la fatica della ricerca, il saggio potrà servire utilmente la comunità. «Se il Signore, che è grande, vorrà, egli sarà ricolmato di spirito d’intelligenza: come pioggia effonderà le parole della sua sapienza e nella preghiera renderà lode al Signore» (Sir 39,6).
    L’attualizzazione della figura dello scriba nel Nuovo Testamento è sviluppata nel Terzo capitolo della Disertazione, cercando di comprendere lo sguardo di Gesù su alcuni scribi, elogiati, e su altri, disapprovati con una forte invettiva a causa del loro errato comportamento, nonostante fossero considerati i massimi interpreti delle Sacre Scritture. Gesù ha criticato la loro interpretazione spesso ambigua e rigida della Legge, con l’esito di indurre in errore loro stessi e tanti altri, invece di edificarli. «Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l’avete impedito» (Lc 11,52).
    La Conclusione delinea i tratti dello scriba «ideale» alla luce dell’insegnamento di Gesù. Lo scriba dei tempi odierni potrebbe essere un teologo, un biblista, un professore, un insegnante di religione, un catechista, i quali hanno, ognuno a proprio modo, un significativo ruolo nell’insegnare, educare, formare, ammaestrare. Le sfide attuali sono molto impegnative, interculturali e interreligiose, e per compiere bene la nostra missione dobbiamo mettere sempre Gesù, che è il vero Maestro, al centro delle nostre vite.



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