Facoltà Teologica del Triveneto: Progetto THESIS Fttr

Tipologia Tesi: Laurea Magistrale in Scienze Religiose

  • La voce dei semplici

    la pietà popolare come humus della vita ecclesiale

    La riflessione intende prendere in considerazione il valore della pietà popolare nel terzo millennio. Il tutto ruota intorno ad una domanda impertinente: può la pietà popolare essere una via di evangelizzazione nel nostro tempo? Per rispondervi occorre seguire un percorso di ricerca e analisi. Partendo dal Concilio Vaticano II (dove il tema non viene considerato apertamente ma vi si trovano solo sporadici accenni senza mai nominarla), si arriva ai nostri giorni dove il magistero redige uno specifico documento a riguardo: il direttorio su pietà popolare e liturgia, facendo riferimento anche al primo pontefice che la considera e le dà nome: Paolo VI. È infatti nella sua esortazione apostolica “Evangelii nutiandi” che la religiosità popolare prende il nome di pietà popolare e viene apprezzata come voce dei semplici vicini a Dio e che manifestano un grande desiderio di Lui. Ma non ci si può fermare agli anni settanta anche perché l’interesse sembra aumentare via via che la società acquista tratti secolari. Perché la pietà popolare persiste e si moltiplica mentre la società sembra prendere le distanze dalla dimensione religiosa? La teologia contemporanea cerca di rispondere a questo intrigante quesito offrendo una panoramica sulle caratteristiche e le potenzialità della pietà popolare. C’è chi addirittura arriva a scommettere su di lei per il futuro del cristianesimo. Non poteva mancare in questa semplice riflessione, la voce del nostro attuale pontefice nella sua esortazione apostolica “Evangelii gaudium” e in tutta la sua esperienza di vita accanto al suo amato e povero popolo argentino ben vicino ad ogni espressione di pietà popolare. Per terminare non poteva mancare lo sguardo verso un esempio sul territorio molto sentito dalla popolazione: il santuario di Monteortone nei pressi di Abano terme (PD). Suddetto santuario vanta una storia di molti secoli, da quando nel 1428 la madonna apparve a Pietro Falco, lo guarì dalle sue infermità dopo una immersione in una fonte e gli fece ritrovare un quadretto miracoloso con la sua immagine accanto a San Cristoforo e a Sant’Antonio abate, tale quadro viene conservato ancora all’interno del santuario e visitato da molti fedeli ogni anno. Al quadretto miracoloso venivano attribuiti numerosi miracoli almeno fino alt 1600. Anche se oggi si hanno notizie meno frequenti di accadimenti straordinari, la pietà popolare legata a questo luogo non smette di essere ancora viva e di manifestarsi in molte iniziative comunitarie e private come pellegrinaggi e processioni. Questo rimane comunque un esempio circoscritto di un grande fenomeno che non accenna a spegnersi o diminuire.



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