L’apprendimento trasformativo e la conversione cristiana
In passato, parlare di “conversione” significava fare riferimento ad un evento spesso improvviso, carico di emotività, radicato socialmente e strettamente connesso al proprio gruppo di appartenenza. Oggi, diversamente, in un’epoca in cui l’apparenza prevale sulla sostanza, l’esteriorità sull’interiorità, l’immagine sul contenuto, la conversione ha preso quell’alone di sacralità che in millenni di storia le avevano […]
In passato, parlare di “conversione” significava fare riferimento ad un evento spesso improvviso, carico di emotività, radicato socialmente e strettamente connesso al proprio gruppo di appartenenza. Oggi, diversamente, in un’epoca in cui l’apparenza prevale sulla sostanza, l’esteriorità sull’interiorità, l’immagine sul contenuto, la conversione ha preso quell’alone di sacralità che in millenni di storia le avevano assegnato. Prendendo come punto di partenza Conversione di Ugo Sartorio e la teoria dell’apprendimento trasformativo elaborata da J. Mezirow, l’elaborato, attraverso quattro capitoli cercherà dunque di indagare quali somiglianze possano esistere tra questi due aspetti. Sebbene, la conversione sia una trasformazione che riguarda la sfera spirituale, l’elaborato concluderà come essa, di fatto, presupponga una serie di modifiche e cambiamenti che possono essere letti secondo l’articolazione dell’apprendimento trasformativo. Come in quest’ ultimo, infatti, anche nella conversione la persona si trova di fronte a una rilettura del suo sistema di valori, a riformulare il proprio agire nei confronti degli altri abbattendo e superando spesso, vecchi schemi e adottando nuove prospettive.
