Facoltà Teologica del Triveneto: Progetto THESIS Fttr

Tipologia Tesi: Baccalaureato in Teologia

  • L’ecumenismo in Veneto

    sviluppo e crescita della ricerca dell’unità della Chiesa in questa terra

    Questo studio ha l’obiettivo di guardare come storicamente e teologicamente si sia sviluppato nel Veneto (termine con cui si vuole indicare il Triveneto) il dialogo ecumenico e la ricerca dell’unità della chiesa, domandandosi se veramente si può parlare di una tradizione ecumenica veneta.
    Il primo capitolo dell’elaborato osserverà come la posizione di questa terra abbia contribuito alla formazione di una mentalità dialogante. Si guarderà in che modo essa fu punto d’incontro tra popoli e culture diverse e se anche la chiesa locale nel suo nascere, crescere ed espandersi abbia recepito le caratteristiche proprie della regione. Poi, si prenderanno in considerazione quattro vescovi nativi di queste terre: Cromazio di Aquileia, Gabriele Condulmer, che divenne papa con il nome di Eugenio IV, Gasparo Contarini e Gregorio Barbarigo. Di tali personalità si analizzerà con uno sguardo teologico-ecumenico la loro vita ed il loro pensiero per individuare in essi delle tracce che hanno contribuito al formarsi di una tradizione ecumenica in Veneto.
    Nel secondo capitolo, dopo aver dato uno sguardo alla nascita del movimento ecumenico e a come la chiesa cattolica affrontò il dialogo interconfessionale prima del concilio Vaticano II, si guarderà a quattro veneti che possono essere considerati dei pionieri dell’ecumenismo. Due di loro sono Antonio Rosmini e Antonio Fogazzaro, intellettuali vissuti nell’Ottocento, i quali rifletterono non solo sulla necessità di una riforma della chiesa, ma pure sull’importanza dell’unità e del dialogo che deve esserci tra cristiani anche appartenenti a confessioni diverse. Gli altri, don Giovanni Calabria e padre Leopoldo Mandić, sono due santi vissuti nella prima parte del Novecento impegnati nell’ecumenismo spirituale, perché pregarono senza mai stancarsi affinché le chiese divise tra loro potessero tornare ad essere unite.
    Il terzo capitolo incomincerà parlando di come nel concilio Vaticano II venne affrontata la questione ecumenica e successivamente si guarderà ad uno dei più grandi teologi italiani del XX secolo, Luigi Sartori, per vedere se anch’egli si inserisce dentro questa tradizione. Si osserverà quindi se il teologo padovano già prima del concilio fosse dotato di una personalità e di una mentalità ecumenica disposta ad accogliere le nuove istanze che lo Spirito Santo per mezzo del Vaticano II donò alla chiesa. Dopo aver dato uno sguardo veloce al curriculum vitae di Sartori, si analizzerà il suo pensiero: prima vagliando rapidamente i fondamenti teologici che a suo parere il dialogo vero ed edificante deve possedere, poi guardando al meglio della sua ecclesiologia ecumenica – cioè alla lettura dinamica da lui fatta delle quattro note della chiesa – ed infine si capirà che rapporto ebbe con questa tradizione ecumenica veneta.



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