Miserere mei, Domine
una analisi teologica dei Salmi penitenziali di Francesco Petrarca.
La finalità di questa ricerca è tentare un’analisi letteraria ma soprattutto teologica dei Salmi penitenziali scritti da Francesco Petrarca, presumibilmente nel 1348, con la consapevolezza che il nostro autore oltre ad essere stato un grande uomo di lettere è stato anche un cristiano legittimamente ritenuto il primo uomo moderno proprio per la sua sensibilità così vicina al nostro tempo, per quel suo continuo conflitto morale interiore tra la ricerca dell’amore umano e dell’amore divino, tra lo status di canonico della Chiesa e la condizione di padre di due figli illegittimi, tra la sete di gloria letteraria e la ricerca di otium religioso.
Dopo un momento introduttivo, che ci porterà nel contesto di quel tempo, cercheremo di evidenziare gli aspetti teologici presenti nei salmi confrontandoli con gli aspetti teologici moderni in relazione ai concetti di peccato e penitenza. Non mancheranno alcuni brevi riferimenti ai salmi penitenziali biblici e opere del poeta collegate a questi temi.
Con questo piccolo studio tenteremo di dimostrare che la sensibilità e alcune intuizioni del poeta sono particolarmente vicine alla nostra epoca e che la teologia morale del tempo era probabilmente inadeguata per un uomo di cultura e coscienza così squisitamente moderne come Petrarca.
Il limite di questo lavoro è, evidentemente, quello di concentrarsi unicamente su un’opera del poeta, senza un’esplorazione di tutta la sua produzione che potrebbe certamente aiutare a comprendere meglio le accentuazioni e le peculiarità degli aspetti teologici che emergono dalla nostra indagine.
