Facoltà Teologica del Triveneto: Progetto THESIS Fttr

Tipologia Tesi: Dottorato in Teologia

  • RUPERTO DI DEUTZ (ca. 1075-1129). DIALOGUS CHRISTIANI ET IUDAEI DE SACRAMENTIS FIDEI QUEM ANULUM PLACUIT NUNCUPARI. L’Anello. Dialogo di un cristiano e di un giudeo sui misteri della fede. Edizione critica, traduzione, commento.

    RUPERTO DI DEUTZ (ca. 1075-1129) DIALOGUS CHRISTIANI ET IUDAEI DE SACRAMENTIS FIDEI QUEM ANULUM PLACUIT NUNCUPARI L’Anello. Dialogo di un cristiano e di un giudeo sui misteri della fede. Edizione critica, traduzione, commento.

    Approntare l’edizione critica, tradurre ed esporre i principali temi teologici di un’opera ancora non adeguatamente conosciuta: questo è l’obiettivo prioritario che ci siamo posti con il presente lavoro di tesi. L’opera in questione – l’Anulus sive dialogus Christiani et Iudaei de sacramentis fidei di Ruperto di Deutz – ha carattere apologetico e va collocata nel contesto del dibattito tra cristiani e giudei del XII secolo. Un’edizione critica dell’Anulus, in realtà, è stata pubblicata a Roma nel 1979 a cura di dom Rhaban Haacke, preceduta da un ampio saggio introduttivo di Maria Lodovica Arduini: M.L. Arduini, Ruperto di Deutz e la controversia tra Cristiani ed Ebrei nel secolo XII, con testo critico dell’Anulus seu dialogus inter Christianum et Iudaeum a cura di Rh. Haacke, Istituto Storico Italiano per il Medioevo («Studi Storici» 119-121), Roma 1979. Entrambi gli autori sono profondi conoscitori del pensiero rupertiano.

    L’edizione critica di Haacke, che si apre con una breve classificazione dei manoscritti contenenti l’Anulus, è certamente pregevole: Rh. Haacke, Zur Einordnung der Handschriften, in Arduini, Ruperto di Deutz e la controversia, pp. 175-182. Tuttavia tale edizione – ecco quindi il primo motivo del nostro lavoro – non può ritenersi esauriente, poiché si fonda solo su due dei numerosi testimoni che trasmettono il dialogo rupertiano. In corso di studio sono emersi refusi e inesattezze del testo di Haacke e abbiamo scoperto l’esistenza di un manoscritto – il decimo che trasmette l’Anulus – che dai precedenti studi e anche da Haacke era stato dato per perduto.

    Per quanto riguarda il saggio introduttivo – ed è la seconda motivazione per una ripresa dell’Anulus – si deve riconoscere che l’approccio della prof.ssa Arduini ha un taglio prevalentemente «storico ed esegetico-filosofico», come l’autrice afferma nella sua Introduzione, dove presenta l’obiettivo cui mira il suo studio. L’analisi complessiva del saggio conferma l’idea che una più approfondita rilettura in chiave teologica dell’Anulus – certamente in dialogo e complementare con quanto già scritto dalla Arduini – resti ancora da fare. Questa è esattamente la lacuna che intendiamo colmare con il presente lavoro.

    Alla luce di questi presupposti, la tesi si articolerà non in capitoli ma in cinque parti, dal momento che ognuna di esse costituisce a suo modo qualcosa di completo e di autonomo. L’Introduzione – cioè la prima parte – colloca il nostro lavoro all’interno della riflessione teologica rupertiana provocata dalla quaestio judaica, con particolare riferimento, oltre all’Anulus, a due altre opere ad esso molto vicine cronologicamente: il De gloria et honore Filii hominis (1126) e il De glorificatione Trinitatis (1128).

    Nella seconda parte, I manoscritti, le stampe e la recezione, si intende offrire una dettagliata descrizione dei dieci manoscritti conservati che trasmettono l’Anulus, indicandone il contenuto e la principale bibliografia; segnalare i manoscritti perduti; proporre una carrellata dei sei riferimenti espliciti all’Anulus collocati all’interno del XII secolo; presentare le edizioni a stampa dell’opera rupertiana; indicare, infine, le tracce della recezione dell’Anulus tra il XVIII secolo e gli inizi del XX.

    La terza parte – Le relazioni tra i manoscritti – proporrà, grazie all’analisi degli errori, la ricostruzione delle famiglie dei codici dell’Anulus, l’individuazione dei codices descripti e la proposta di un’ipotesi stemmatica che noi riteniamo probabile.

    La quarta parte è costituita dall’Edizione critica dell’Anulus, basata sui sei manoscritti utili e sull’edizione a stampa del 1675 (editio princeps). Nella quinta e ultima parte, troverà posto la nostra traduzione dell’Anulus, con un commento di carattere prevalentemente teologico.

    Chiudono la tesi due Appendici, che riguardano aspetti per certi versi laterali rispetto al nostro lavoro di ricerca su Ruperto, ma che comunque attengono alla sua figura: l’Edizione critica della lettera di Rodolfo abate di Saint-Trond all’amico Ruperto, abate di Deutz; La diffusione dei manoscritti rupertiani: alcune precisazioni. Infine, la Bibliografia intende raccogliere l’ampia messe di studi rupertiani, suddividendoli per aree tematiche.





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