Facoltà Teologica del Triveneto: Progetto THESIS Fttr

Tipologia Tesi: Laurea in Scienze Religiose

  • Sete di acqua viva

    il simbolismo dell’acqua come dono dello spirito attraverso i testi giovannei

    La simbologia dell’acqua nella Bibbia ci consegna una grande varietà di significati, armonizzando valenze sia negative che positive.
    In particolare i significati di dono della vita, strumento di purificazione morale, o potenza per operare miracoli vengono tutti riassunti nel Nuovo Testamento nella persona di Gesù. Egli è fonte dell’acqua della vita che scaturisce dalla sorgente di Dio per la salvezza dell’uomo e del mondo.
    In particolare gli scritti giovannei, attraverso la densità del loro linguaggio simbolico, delineano un uso dell’elemento acquatico che continua la lettura veterotestamentaria del simbolo stesso e la rinnova fino a farne uno dei simboli di Gesù Cristo, assieme alla luce, al pane, alla via, al pastore, all’Agnello, ma non solo.
    Il lavoro di tesi, dopo aver messo in luce il ruolo del simbolo in Giovanni, nonché della categoria biblica dell’acqua nei testi giovannei, tenterà di far emergere uno sviluppo del simbolismo dell’acqua come dono dello Spirito lungo l’intero “corpo giovanneo”.
    A partire dalla metodologia proposta da Ugo Vanni nello studio “Dal Quarto Vangelo all’Apocalisse”, si cercherà di mettere in luce un percorso trasversale di analisi della tematica dello Spirito e della sua dinamica. Sviluppo che, come si proverà a sottolineare, corrisponde storicamente alla crescita delle comunità giovannee, alle rinnovate esigenze ecclesiali e liturgiche, ed all’azione dello Spirito in esse.
    In definitiva si cercherà di evidenziare le diverse valenze che il simbolismo dell’acqua come dono dello Spirito assume nel corso della narrazione evangelica giovannea, come nella prima lettera di Giovanni ed ancora nell’Apocalisse, a partire dall’esegesi di tre pericopi giovannee: Gv 19, 28-34 (Lo Spirito donato), 1 Gv 5, 6-8 (Lo Spirito dimora nella Chiesa), Ap 22, 1-2 (La pienezza dello Spirito).
    Le diverse valenze che emergono, legate alla simbologia dell’acqua, richiamano uno sviluppo anche teologico, in un procedere che da cristologico si fa ecclesiale, sacramentale ed escatologico.
    Il dono dello Spirito, consegnato nell’immagine dell’acqua, prima donato, poi interiorizzato e infine testimoniato, diviene dunque, attraverso un coinvolgimento personale col Cristo attraverso la fede, reale possibilità di entrare in comunione con Dio.
    Secondo il grande modello teologico di Giovanni della creazione, la missione di Gesù è portare a compimento l’opera del Padre. Egli comunica la vita divina attraverso il dono dello Spirito, cioè del Suo principio vitale. Il dono della vita sulla croce e la “consegna dello spirito” inaugurano, nella visione giovannea, il giorno escatologico.
    L’acqua è un simbolo decisivo del dono di Dio che è lo Spirito Santo: l’acqua e il sangue usciti dal costato di Cristo compiono la promessa profetica del dono dello Spirito. Sangue insieme ad acqua per testimoniare che la vita storica e reale di Gesù è legata allo Spirito Santo, e che la Sua presenza nella comunità continuerà l’opera di Gesù, fino a compiere nel tempo l’opera della Creazione, anche quando le mutate condizioni storiche farebbero venire meno la speranza.
    L’azione dello Spirito, effuso dalla fonte come fiume di acqua viva, nella comunità che cresce accogliendolo nella fede, diviene missione a custodirne l’eredità e a continuarne l’agire; anche nel tempo presente diviene impegno ad essere testimoni credibili di Dio, come Gesù stesso è stato “sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna”, ossia garante della vita divina.



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