Facoltà Teologica del Triveneto: Progetto THESIS Fttr

Tipologia Tesi: Laurea in Scienze Religiose

  • «… sulla tavola del loro cuore» (Ger 17,1).

    Il concetto di cuore in Geremia, in dialogo con l\\\’enciclica Dilexit nos di papa Francesco. Aspetti testuali e spunti di attualità pastorale.

    La ricerca ha voluto evidenziare un filo conduttore forte fra Geremia e papa Francesco, quello del cuore; se per il profeta esso è la nuova sede della relazione con Dio, Francesco amplia il concetto e il cuore diviene il centro unificante della spiritualità cristiana, come cura in una società disorganica e tecnologizzata. Nel primo capitolo, dopo un breve excursus sulle caratteristiche della personalità e della vocazione del profeta, il lavoro prende in esame il cuore nella tradizione ebraica e le interpretazioni in chiave escatologica, comunitaria e relazionale attraverso le letture, rispettivamente di H. Mottu , W. Brueggemann e A. Mello . Nel secondo capitolo viene trattato il cuore come luogo di smarrimento e di idolatria, soffermandosi inizialmente sulle interpretazioni ermeneutiche di K. Rahner e di M. Neri , per passare poi alla descrizione che Geremia compie dell’idolatria nel popolo di Israele e la satira che egli utilizza nel presentare non solo gli idoli, ma anche le cerimonie che li vedono oggetto di adorazione. Nel terzo capitolo, la descrizione del cuore in Geremia si rivolge a un aspetto più interiore. Prendendo le mosse dall’iniziativa di Dio, improntata alla misericordia e alla gratuità nei confronti dell’uomo, l’immagine del cuore ci conduce gradualmente verso l’enciclica di papa Francesco. Le tematiche che si è cercato di evidenziare sono in gran parte collegate alla misericordia: il merito, la compunzione e l’apertura generativa del cuore, che si nutre di speranza. Il collegamento con il libro del profeta Geremia è sostenuto da esempi tratti dalle sue vicende, drammatiche ma sempre aperte verso la promessa di un nuovo futuro per la vita dell’uomo, anche con qualche attualizzazione sulla sinodalità. Il quarto capitolo, avvalendosi di alcuni collegamenti con i versetti del libro di Geremia, offre l’occasione per entrare nella contemporaneità, grazie ai punti salienti della DN. Il riferimento è alla valenza contemporanea del cuore, la testimonianza della fede, la natura missionaria della chiesa; aspetti che si attuano attraverso l’annuncio implicito ed esplicito di ciascun cristiano. Tornando alla tematica degli idoli, vengono evidenziati aspetti collegati al rischio del narcisismo spirituale, con la spettacolarizzazione e la ricerca del conseguimento di risultati; aspetti anteposti alla valorizzazione delle relazioni interpersonali. Il lavoro accenna anche al problema delle immagini sacre, che Francesco presenta nell’enciclica. Dopo un accenno al giansenismo, che papa Francesco nomina nella DN, viene contrapposta dallo stesso pontefice la necessità di spiritualità incarnate, nell’azione pastorale. Ricollegandosi a Geremia, generatore di un’umanità proiettata al futuro, come rivela l’episodio dell’acquisto del campo in Anatot, e mettendo in risalto la valenza teologica del gesto profetico, l\\\’elaborato si concentra successivamente sulla speranza e mette in luce l’importanza di avviare processi, anziché conquistare spazi nella Chiesa. L’ultima parte del quarto capitolo esamina il valore della compunzione, che Francesco definisce pungolo benefico, toccando anche il valore della riparazione. Tematiche in contrasto con il sentire comune che, nella contemporaneità, tende invece a decolpevolizzare l’uomo. Il lavoro presentato in questo elaborato non pretende di addentrarsi nell’analisi di tutti i capitoli del libro di Geremia, ma pone a confronto gli aspetti rilevanti collegati all’interiorità. Essi sono stati accostati alle parole di papa Francesco per evidenziare quanto la personalità e le parole di Geremia siano attuali per il nostro tempo e possano sedimentarsi nel nostro cuore, come fondamento di vita. Il lavoro vuole sottolineare, infine, come le parole del profeta, assieme a quelle di papa Francesco, possano suscitare in noi la volontà di essere segni concreti del cuore nuovo, rinnovato da Dio. Un cuore aperto alla misericordia e alla responsabilità della nostra missione di annuncio di Cristo, evitando la stagnazione della consuetudine. La vita è generazione di futuro e non risiede nel congelamento dell’esistente, per non abituarsi, come afferma H. Arendt, a pattinare sulla superficie delle cose , invece di cercarne il senso.



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