Un Messia sconfitto?
La categoria “messia” in uno scritto di Severino Dianich
Nella società odierna caratterizzata dal paradigma dell’efficienza, è credibile un messia “sconfitto”, cioè una figura che promette la salvezza all’uomo finendo però i suoi giorni appeso alla croce? Questa è la domanda che ispira l’opera di Severino Dianich alla quale ci siamo accostati. La cultura occidentale infatti rischia di perdere ― o di aver già perso ― i criteri di lettura per una corretta comprensione della vicenda storica e dell’interpretazione teologica dell’evento-Gesù. Oggi il messaggio evangelico e la figura di Gesù crocifisso appare sempre più scandaloso, come fu scandaloso duemila anni fa. Compito dell’evangelizzazione è dare risposte a questi interrogativi, mostrando la plausibilità e il vero significato del messia che è Gesù. Il messia sconfitto di Dianich intende rispondere proprio a queste domande e sembra un valido tentativo di evangelizzazione, che sa presentare all’uomo d’oggi ― in modo credibile e senza tradire i contenuti fondamentali ― Gesù Cristo e la sua opera di salvezza.
