Vivere, non funzionare
Primi passi per una teologia della claudicanza
Il seguente elaborato desidera approfondire le domande che scaturiscono dal continuo confronto esistenziale – quindi anche nell’orizzonte della Fede – tra funzionalità e claudicanza. Come si può abitare la vita quando un limite la intacca profondamente? Cosa può dire la Fede e quale volto di Dio si può scoprire?
Nel primo capitolo viene approfondita la figura della scrittrice statunitense Flannery O’Connor per la quale la malattia, luogo della Presenza di Dio e della sfida per l’umano, si rivelò come inciampo benedetto capace di trovare eco nella sua opera e di aprire alla conoscenza più profonda dell’irrompere dell’azione benevola di Dio nella vita umana. Il secondo capitolo, proverà a indagare un possibile approccio teologico adottato da O’Connor per fondare la sua opera letteraria. Con il terzo capitolo, considerando l’episodio della lotta notturna intrapresa dal patriarca Giacobbe allo Yabbòk (Gen 32, 23-32), si tenterà un affondo biblico-antropologico per trovare altri dati che possano permettere, in ultima analisi, di giustificare e proporre quei i nuclei fondamentali da cui si potrebbe partire per pensare a una teologia della claudicanza e che saranno approcciati nel quarto capitolo, a conclusione del lavoro.
